Superminimo Assorbibile Può Essere Rimosso, Ma Come

Il “superminimo assorbibile” è una componente della retribuzione riconosciuta nella busta paga dal datore di lavoro, frutto di un accordo con il lavoratore. È generalmente considerato assorbibile dagli aumenti retributivi previsti dalla contrattazione collettiva. Tuttavia, la regola generale dell’assorbibilità non si applica in determinati casi.

Ad esempio, quando le parti del rapporto di lavoro hanno stabilito che il superminimo non è assorbibile, ciò può essere previsto nella clausola del contratto individuale che sancisce la natura non assorbibile del superminimo.

Il superminimo può essere rimosso, ma serve un nuovo accordo

Il superminimo può essere rimosso, ma ciò richiede un successivo accordo tra le parti. Una volta che il superminimo è stato concesso, il datore di lavoro non ha il potere di ridurlo o eliminarlo unilateralmente. Pertanto, è indispensabile ricorrere ad un accordo, tenendo conto della possibilità che lo stesso lavoratore possa rinunciarvi, in tutto o in parte.

Tuttavia, il superminimo non può essere assorbito dagli aumenti periodici di anzianità o da compensi aggiuntivi sulla base di un titolo specifico di attribuzione. Inoltre, il superminimo non può essere ridotto da un successivo contratto collettivo, di qualsiasi livello, né dal datore di lavoro con atto unilaterale.

Nella pratica le rinunce ai superminimi si firmano davanti alle commissioni di conciliazione

Nella pratica, le rinunce ai superminimi vengono firmate davanti alle commissioni di conciliazione. Questa scelta scaturisce dall’esigenza di escludere in ogni caso la possibilità di contestare la rinuncia al superminimo, sulla base di qualsiasi – seppur infondata – pretesa.

Vantaggi della conciliazione

La conciliazione, disciplinata dagli articoli 410-414 del Codice di Procedura Civile, presenta alcuni vantaggi:

  • È rapida: la procedura si svolge in una o poche udienze, senza formalità particolari
  • Economica: non comporta spese, salvo l’eventuale assistenza di un avvocato
  • Riservata: il procedimento e gli atti sono riservati

Inoltre, il verbale di conciliazione acquista efficacia di titolo esecutivo con la sottoscrizione delle parti e del presidente della commissione.

Procedura

Vediamo in sintesi la procedura di conciliazione:

  1. Deposito della domanda presso la commissione
  2. Fissazione della comparizione delle parti
  3. Tentativo di conciliazione
  4. In caso di esito positivo, redazione e sottoscrizione del verbale

Il verbale deve contenere:

  • Le generalità delle parti
  • La determinazione dell’oggetto della controversia
  • Le ragioni essenziali di fatto e di diritto della pretesa dedotta in conciliazione
  • La proposta conciliativa
  • La dichiarazione di avvenuta conciliazione ovvero di mancato accordo

Conclusioni

In sintesi, la commissione di conciliazione costituisce una sede privilegiata per le rinunce ai superminimi, in quanto il verbale firmato davanti alla commissione assume valore di titolo esecutivo e comporta maggiori garanzie circa la validità dell’accordo raggiunto.

Naturalmente, la conciliazione richiede la volontà di entrambe le parti di raggiungere un compromesso, ma se sussistono le condizioni, rappresenta sicuramente la strada più rapida, economica e garantita.